cantiere di #autocostruzione di Filetto

cantiere di #autocostruzione di Filetto

venerdì 8 maggio 2015

I DATI TRUCCATI SULLA DISOCCUPAZIONE.

I dati sulla disoccupazione in Italia sono sconvolgenti, ma ciò che é tragico é che sono anche truccati.
Se i Media fornissero i dati reali probabilmente scenderemmo in piazza e cacceremmo una volta per tutti a calci in culo i politicanti che ci stanno togliendo il futuro, il nostro e quello dei nostri figli.

Io ho provato a sommare alla percentuale dei disoccupati, anche quella degli inoccupati, che in UE è in media del 4,1% ma che in Italia raggiunge il 14% della popolazione: sono coloro che pur potendo, non cercano lavoro perché non sono più motivati. Questo il risultato:

mercoledì 6 maggio 2015

Un secondo strano caso di omonimia.

Dopo i cantieri truffa di Alisei Ong del progetto UN TETTO PER TUTTI, più volte raccontatie dopo il caso di omonimia della cooperativa sociale Alisei Coop di Terni, impegnata in progetti di housing sociale in Campania con modalità del tutto simili a quelli della finta associazione umanitaria milanese, anche nel triste epilogo che stanno avendo, un altro cantiere omonimo al primo di housing sociale assurge alle cronache locali piemontesi per la denuncia di AlessandriaNews.it

immobile di San Michele, immagine AlessandriaNews.it
Il fil rouge della solidarietà.

L’iniziativa ha inizio addirittura nel 2006 quando il Comune di Alessandria propone la realizzazione di quattro progetti di edilzia residenziale pubblica a integrazione del ‘Programma casa: 10.000 alloggi entro il 2012’.
Il piano prevedeva il recupero di due immobili concessi in comodato d’uso gratuito dalla Curia al Comune per trent’anni: nel primo edificio avrebbe dovuto sorgere il ‘Progetto Donna’, una comunità destinata a donne senza fissa dimora, vittime di violenza, con gravi problemi fisici o psichici, in uscita da programmi di reinserimento sociale.
Nel secondo immobile, in frazione San Michele, invece erano previsti tre diversi progetti: ‘Verso l’autonomia’, per sei minialloggi e una microcomunità per persone seguite dai servizi sociali, ‘Verso l’autonomia’ con altrettanti minialloggi e un'altra comunità per persone che necessitano di sostegno assistenziale, mentre ‘Un tetto per tutti’ prevedeva 8 alloggi individuali destinati a cittadini in disagio abitativo temporaneo.

Al programma proposto dall’amministrazione di Alessandria vengono assegnati, con deliberazione n. 27-7346 del 5 novembre 2007, risorse della Regione Piemonte per quasi 1,9 milioni di euro. 

Lo stabile in via San Giacomo della Vittoria.

L’Atc si occuperà della realizzazione, la gestione invece sarà affidata al Cissaca (Consorzio dei Servizi Sociali) in collaborazione con l’Asl. 
Viene coinvolta pure la Diocesi, tutti i soggetti sottoscrivono un protocollo d'intesa, siamo nel dicembre del 2010 (si sa che in Italia se non c'é il carattere di "emergenza" le cose procedono a rilento). 
La firma sancisce anche l'inizio dei lavori, entro 18 mesi la consegna. 
Per rimanere larghi si dice precauzionalmente che gli immobili saranno disponibili entro fine 2012.


immobile di San Michele, immagine AlessandriaNews.it
Lavori male eseguiti e scelte sbagliate.


L'appalto venne inizialmente assegnato alla ditta DFM Costruzioni di Genova attraverso una gara con pubblico incanto, nell'agosto del 2011, ma dopo pochi mesi la stessa dichiarava di non essere più in grado di adempiere agli obblighi contrattuali.
Dopo averne revocato il mandato, il Comune chiese alla ditta secondo classificata, la disponibilità ad assumersene l'incarico, per cui l'opera venne affidata alla IVECA Srl di Asti.

Gli alloggi vennero consegnati per la prima volta nel 2014. I lavori furono però male eseguiti (da chi dovrà essere un perito a stabilirlo): le infiltrazioni del tetto hanno danneggiato gli intonaci e sono state accertate gravi irregolarità, specialmente nella certificazione di alcuni lavori idraulici hanno spinto la stessa ATC (Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Sud) a prendere direttamente in mano i lavori e a concluderli a spese, ancora una volta, dei contribuenti.


Gli immobili che avrebbero dovuto essere consegnati nel 2012, ad oggi non si sa ancora se verranno conclusi e a quale prezzo.

Il complesso nella frazione di San Michele.


Diverso il discorso per il complesso di San Michele (3 stabili), la cui situazione sembra ancora più incerta.


Nel 2014 viene approvato un primo rifinanziamento di 80.000 € per terminare i lavori che fino ad allora hanno proceduto molto lentamente. Oggi gli alloggi sono praticamente finiti, l'area comune ed i laboratori invece no ed i soldi sono di nuovo finiti.
La vera beffa è però che gli stabili, anche se dovessero venire conclusi, probabilmente non saranno mai utilizzati.
Questo perché la loro collocazione lungo una strada di campagna non asfaltata, fuori dal paese, rischia di concentrare nella stessa area soggetti svantaggiati, cosa che non piace ai servizi sociali per il timore di creare un ghetto. 


Ora qualcuno dovrà pur stabilire di chi sia la responsabilità di questo fallimento, oppure si cercheranno le solite scuse per insabbiare il tutto?


Fonti: 
http://economia.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20090202_68965
http://www.tuononews.it/tn/article/7DA1229FC47&Ref=EL
http://www.alessandrianews.it/alessandria/housing-sociale-scandalo-ad-alessandria-108205.html



lunedì 4 maggio 2015

Il Festival dell'ipocrisia. La riforma del Terzo Settore.

Il 3 ottobre diventerà la giornata nazionale per le vittime dell'immigrazione.
Puro populismo in salsa rosso cooperativa per nascondere lo scandalo che ha suscitato la riforma del Terzo Settore.

Il perché é presto detto.

Il 9 aprile la Camera dei Deputati ha concluso l’esame e ha approvato il Disegno di legge Delega per la Riforma del Terzo Settore, nel quale volutamente si rinuncia alla creazione di un'Authority di vigilanza ad hoc e si apre alla possibilità per le imprese sociali di distribuire utili. 

Il provvedimento ora passa ora all’esame del Senato.

L'Authority è il vero punto critico della riforma, un colpo di spugna difficile da mandar giù per coloro che ancora credono nello spirito solidaristico ed etico di questo settore.

A chiudere i giochi è stato un emendamento della deputata Pd Donata Lenzi, relatrice del testo portato alla Camera, la quale sostiene che “una vigilanza efficace su una platea così vasta richiederebbe una struttura di dimensioni rilevanti, con conseguenti problemi nell’individuazione delle risorse necessarie”. 

L'Italia destina circa 1 Miliardo all'anno per il sociale e la cooperazione internazionale ma rinuncia a vigilare sulla destinazione dei finanziamenti? Cose da film di fantascienza.

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A sinistra: Proteste ad Haiti contro l'occupazione delle Nazioni Unite (MINUSTAH) 
Nell'ambito della "ricostruzione" del Paese, La Clinton-Bush Haiti Fund recentemente ha investito 2 milioni $ al Royal Oasis Hotel, un resort di lusso costruito in un'area metropolitana colpita da povertà e "piena di campi di sfollati abitati da centinaia di migliaia di persone". (Leggi l'articolo originale  http://bit.ly/1HqQX0U)
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In realtà i motivi sono molto più comprensibili e terra terra.
Quasi tutti i politici italiani fanno affari con il mondo delle Onlus e delle Ong, delle Fondazioni e delle Associazioni. (ad esempio leggi l'organigramma di Cespi)

In questi giorni ne abbiamo avuto la triste conferma nelle inchieste che hanno fatto emergere le vicende di Mafia Capitale, ma anche della gestione dei centri di accoglienza per immigrati.
E il popolo di cittadini onesti deve ancora una volta silenziosamente prendere atto che nulla cambia perché fa comodo così...

Felice Romeo, di Cascina Triulza, la casa del Terzo Settore ad Expo 2015, declina perfettamente il motore che muove il Terzo Settore in questo video:

video
      Felice Romeo seduto di fianco a Riccardo Bonacina, direttore di Vita Non Profit Magazine

Il Testo del Disegno di Legge n.1870


Una menzione particolare meritano i due personaggi che compaiono nel video.
Il primo è Felice Romeo di cui ho parlato in un articolo che ho pubblicato un anno fa circa e che invito a leggere perché molto attuale: il Sig. Romeo è oggi seduto nel CdA di Cascina Triulza, la fondazione che raggruppa il mondo delle associazioni Non Profit presenti ad Expo 2015. Link all'articolo http://bit.ly/1lpVFzV
L'altro (seduto alla sua destra) è Riccardo Bonacina, giornalista, direttore di Vita.it, blog che si occupa principalmente di associazionismo, volontariato e Terzo Settore.
Qualche mese fa gli ho scritto (al Sig. Bonacina) un tweet spronandolo a scrivere e denunciare la vicenda di Alisei Ong e la truffa dei progetti di edilizia sociale in autocostruzione.
Mi ha risposto che si era preso una denuncia a riguardo e che aveva già affrontato l'argomento. Gli ho chiesto se fosse sicuro di ciò che affermava o se invece di una denuncia non si trattasse invece di una diffida, cosa ben diversa.
La risposta fu molto piccata, arrivò addirittura ad offendermi.
In realtà il Sig. Bonacina non ha preso alcuna denuncia, almeno non per aver scritto su di Alisei Ong.
Un giornalista che non conosce la differenza fra diffida e denuncia non solo non dovrebbe essere direttore di una testata giornalistica, ma dovrebbe fare lo strillone nelle strade a vendere i giornali, mestiere che ormai è fuori moda, ma visto il livello e l'ipocrisia dei giornalisti odierni era senza dubbio molto più dignitoso.

lunedì 20 aprile 2015

Alisei Ong in Gabon e São Tomé


Gli ultimi progetti ancora in corso di Alisei Ong, l'organizzazione non governativa al centro di scandali e revoche di finanziamenti e verso cui il Ministero degli Esteri ha revocato l'idoneità il 22 gennaio 2015 (Leggi comunicazione ufficiale: LINK) sono nel Golfo di Guinea, nell'Africa Occidentale, sulla piccola isola di São Tomé e Principe dove si parla il portoghese, in Tchad, nella regione del Sahel e in Gabon dove da anni collabora con il Governo del Paese e con l'UNHCR a progetti di reinserimento di rifugiati congolesi attraverso microcredito e progetti di agricultura.




Gabon: ON MANGE LOCAL  
Contribution UE : € 487,214.00 Project: DCI-NSAPVD/2012/292-884


original article (english text): http://arambo.net/?p=193 

Per promuovere l'agricultura in Gabon e nelle provincie dell'Estuario, Alisei Ong e l'organizzazione locale Brainforest, con il patrocinio della Commissione europea, pubblicano il progetto "On mange local" (Noi mangiamo locale). 

"Aiutare a diffondere la produzione agricola locale perché si diffonda nei mercati dove a farla da padrone sono i prodotti importati." Questo il messaggio comunicato in occasione della conferenza stampa della presentazione dal responsabile del progetto.

"Alisei Ong, l'organizzazione Brainforest ed altre Ong, con il patrocinio della Commissione europea stanno lavorando per far si che gli agricoltori producano con maggiore attenzione all'ambiente, coltivando prodotti sani per il proprio sostentamente e per migliorare le proprie condizioni di vita. Speriamo di poter promuovere il marchio <On mange local>  garantendo la qualità e tracciabilità dei prodotti biologici" ha detto il leader del progetto Giovanna Maserati.


Giovanna Maserati, moglie di Ruggero Tozzo.


São Tomé: SOCIEDADE CIVIL PELO DESENVOLVIMENTO
Contribution EuropeAid/135500/DD/ACT/ST
Ruggero Tozzo e Alda Bandeira

Si tratta di un'azione che mira a rafforzare le politiche pubbliche e le capacità di monitoraggio della Federazione delle Ong di Sao Tome e Principe (STP-FONG, partner in questo progetto) e delle sue affiliate, per creare occasioni di dibattito, promuovere la qualità dei meccanismi di informazione e di consapevolezza in materia di trasparenza e di buon governo, incoraggiare la partecipazione al dialogo politico e sociale, per le organizzazioni della società civile e dei cittadini in generale. 
Cofinanziato da UE e CICL e disponibile per la consultazione: http://sociedadecivilstp.blogspot.pt

Da Wikileaks original link (english text):





   Thcad: “promozione di piccoli allevamenti familiari gestiti da donne nella Regione di Guera” 
Contribution: € 400.000 Union européenne DCINSAPVD/2013/322-983

Partner: SAHEL-ECODEV (Association pour l’Ecodéveloppement et l’Autopromotion Rurale au Sahel)



In Tchad il progetto avviato nel settembre 2013 e di durata triennale, condotto insieme all'associazione Sahel-Ecodev, ha come scopo il miglioramento della produzione orticola e la promozione di allevamenti familiari gestiti da donne. Con il cofinanziamento della Commissione Europea.

Scheda progetto - original link in french: http://www.rongead.org/IMG/pdf/TCHAD_PFNL_FILSY_.pdf


venerdì 30 gennaio 2015

Sono state le Ong a provocare le ultime rivoluzioni?

                                               Mariupol, Ucraina - contractor americano fra le file delle truppe ucraine.

Gli interessi all'ombra degli aiuti umanitari.

La vicenda risale al 24 gennaio scorso quando una giornalista di una TV locale ucraina, in maniera del tutto casuale, intercetta un contractor americano tra le fila dei soldati di Kiev, subito dopo la strage di civili al mercato di Mariupol, sotto una pioggia di missili sparati dell'esercito filorusso.

Cosa ci fanno dei militari americani a Kiev?

martedì 27 gennaio 2015

Aggiornamento inchiesta sulla falsa solidarietà trentina.

donne impegnate nella lavorazione del cotone in Costa D'Avorio.

L'inchiesta era stata avviata da una segnalazione della Provincia di Trento a febbraio 2014, durante i controlli sull'utilizzo del denaro elargito nel capitolo della solidarietà internazionale, che aveva accertato alcune irregolarità e aveva revocato i contributi, segnalando tutto alla Procura.

Le associazioni coinvolte sono la Iabi Onlus che segue una serie di progetti in Costa d'Avorio tra cui la creazione di un polo scolastico superiore ed un progetto di potabilizzazione dell'acqua, l'associazione Usia Onlus che avrebbe dovuto dar vita, sempre in Costa d'Avorio, ad un allevamento di polli e aprire una banca di credito cooperativo. 
Poi c'è l'associazione di cooperazione allo sviluppo E.B.E. con il progetto di un pozzo e di una scuola in Guinea Bissau. E ancora la Casvi Onlus occupata anche questa in Costa d'Avorio con il progetto di un centro d’accoglienza per bambini indigenti. Infine l'associazione Un sorriso per la vita, le cui responsabilità appaiono meno gravi degli altri soggetti.

Cos'è successo nel frattempo?

Il 25 febbraio 2014 il Tribunale di Trento ha disposto il sequesto di beni preventivo, ai fini della confisca, a carico di CASVI (€ 49.806,06), IABI (€ 278.699,43), USIA (€17.500,06), EBE (€ 155,459,68) in relazione ai reati di truffa aggravata e reato continuato; all'Associazione un sorriso per la vita (€ 58.408,77) in relazione al reato di malversazione.

Il 18 giugno è stato notificato alla Provincia di Trento, in qualità di soggetto offeso, il decreto di citazione diretta a giudizio per illecito amministrativo nei confronti delle associazioni 

Il 16 settembre la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro e rigettato il ricorso avanzato dai soggetti coinvolti. Questo l'atto.

Ad ottobre la Provincia si è costituita parte civile nel procedimento penale a carico delle Onlus.

Fonti:
http://www.cooperazionetrentina.it/layout/set/print/content/download/595055/8837729/file/74356.pdf
http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/41435_10_14.pdf
http://www.bibliotecapinzolo.it/files/2014/10/30/Trentino1030p-26.pdf

giovedì 22 gennaio 2015

Revoca idoneità Alisei Ong, withdrawal recognition to Alisei NGO.


22-01-2015 – Revoca idoneità


Si comunica che la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha disposto la revoca del riconoscimento di idoneità nei confronti della Ong Alisei.

Sarà definitivo? 
Con un Curriculum Vitae come quello di Alisei, non vogliamo dare loro un'altra possibilità? Leggi: CURRICULUM

22-01-2015 - Withdrawal of recognition

The Italian Development Cooperation Direction acknowledges the withdrawal of Alisei Ngo recognition.

http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/ONG/comunicazioni.html

With such a curriculum vitae, won't you give them another possibility? Read it: CURRICULUM