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martedì 14 maggio 2013

L'imparzialità del Difensore Civico dell'Emilia Romagna.



"Il Difensore civico è un organo di garanzia e tutela dei diritti ed interessi del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione.
Interviene, d’ufficio o su richiesta, nei casi di cattiva amministrazione, per favorire il rispetto dei principi di legalità, trasparenza, imparzialità, buona amministrazione.
E’ autonomo ed indipendente dal potere politico e libero da ogni condizionamento.
La sua consulenza ed il suo intervento sono gratuiti." (definizione tratta dal sito del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento).

mercoledì 1 maggio 2013

Il progetto di autocostruzione (in)concluso di Casalmaggiore.


immagine tratta da OglioPoNews

“ll Comune di Casalmaggiore – amministrazione Toscani - ha aderito nell'anno 2006 al progetto di Autocostruzione". Così comincia la sezione del sito web del comune in provincia di Cremona, dedicata all’iniziativa avviata a Casalmaggiore, nella frazione di Vicomoscano (località Staffolo).
Il progetto coinvolse Alisei ONG, individuata dall’amministrazione locale attraverso un bando pubblico, con l’incarico di gestire e accompagnare le famiglie di autocostruttori nella realizzazione di 20 villette.
Quali sono i motivi che spingono dei cittadini a partecipare ad un progetto che prevede di dedicare ogni fine settimana ed ogni momento libero ai lavori in cantiere?
Risponde il Comune: “l'abbattimento dei costi di costruzione è drastico e la casa diviene di proprietà degli autocostruttori. Ai gruppi partecipano diverse famiglie, le quali trovano motivi di incontro nella condivisione di un obiettivo comune, instaurando anche un legame affettivo con il luogo che hanno "creato"”.
Purtroppo però il progetto ha incontrato delle difficoltà, anche se nell’anno 2011 le famiglie di Casalmaggiore sono andate ad abitare le case da loro stessi realizzate nonostante l’abbandono del cantiere da parte di Alisei e nonostante, in realtà, i lavori non siano ancora terminati.
Ancora oggi “i residenti – spiega l’ex sindaco di Casalmaggiore Luciano Toscani – lamentano il fatto che il comune li abbia un po’ abbandonati. Serve un piccolo sforzo per poter concludere i lavori. […] il quartiere necessita di interventi di urbanizzazione, come l’asfaltatura della strada, la manutenzione del verde nell’area centrale che, in sede progettuale, doveva costituire proprio il punto d’incontro delle famiglie, il luogo di condivisione. Manca ancora l’impianto d’illuminazione. Insomma, ci sono alcuni interventi da fare per concludere definitivamente il progetto. Credo sia importante per Casalmaggiore completare quest’opera. Bisogna farlo anche per queste persone che realmente si sono costruite la casa con le proprie mani, col sudore della propria fronte” (tratto dall’articolo del 28 aprile di Simone Arrighi, pubblicato su OglioPoNews).
A fronte del fermo amministrativo dell’ottobre del 2006 di Alisei ONG (clicca qui per leggere il documento), come ha potuto il Comune di Casalmaggiore avviare con la stessa organizzazione il progetto di edilizia sociale ad evidenza pubblica, il cui cantiere è stato aperto nell’aprile del 2007?
Com’è possibile che famiglie che hanno realizzato con grande sacrificio la propria casa, tra mille difficoltà, siano costrette, a 2 anni dall'ingresso nelle case, ad abitare un “cantiere aperto”, dove non sono ancora state portate via macerie e materiali di risulta e dove manca addirittura l’impianto di illuminazione?
Com’è possibile che, a fronte dell’attuale situazione del progetto di Casalmaggiore e sopra illustrata, la Sig.ra Franca Filippazzi, responsabile del settore istituzionale amministrativo del Comune di Casalmaggiore (CR), ad agosto dello scorso anno, rispondeva così alle mie richieste di informazioni sull’andamento del progetto: “[…] assunte informazioni presso il consigliere comunale referente per la nostra amministrazione del progetto autocostruzione geom. Claudio Romanetti, sono a comunicarle che nessun inconveniente analogo a quelli da lei descritti si è verificato nell’ambito del progetto realizzato, tra l’altro ormai in fase in conclusiva […]”?

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Autocostruzione edilizia, autorecupero.

sabato 27 aprile 2013

Fermo Amministrativo ad Alisei ONG





(cliccaci sopra x ingrandire immagine)































Avevo già affrontato nell'articolo dal titolo Alisei ONG nella ricostruzione del maremoto il fatto che uno dei progetti di ricostruzione gestiti da Alisei ONG nel programma della Protezione Civile denominato "emergenza maremoto", a seguito del terribile tsunami del 26 dicembre 2004, non fosse stato consegnato e che addirittura lo Stato stesso avesse problemi per recuperare il finanziamento erogato alla organizzazione non governativa Alisei.
Alla luce di questo documento (clicca qui per leggerlo) e poichè lo stesso è di 2 mesi precedente all'inizio del lavori nel cantiere di autocostruzione di Filetto, gestito dalla stessa ONG, mi pongo un paio di domande:
- avrebbe comunque potuto Alisei ONG portare a termine un progetto di edilizia sociale che formalmente non era ancora stato avviato e per cui aveva vinto un bando pubblico, o si sarebbe dovuta fare da parte?
- il responsabile per il Comune di Ravenna del progetto di autocostruzione avrebbe dovuto essere informato di ciò dal ministero competente oppure queste informazioni sono lasciate alla discrezionalità di chi, responsabilmente, esegue la ricerca? (in tale caso ci vuole molta fantasia e una buona dose di fortuna, perchè il documento è stato trovato su internet usando come termine di ricerca il C.F. di Alisei, non appare infatti se si cerca "ALISEI" e "FERMO AMMINISTRATIVO")

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LE CONTRADDIZIONI DEL PRF. LUCIANO VENTURI.
Fonti documentali: http://difesaconsumatori.eu/

sabato 9 febbraio 2013

La politica trasforma un sogno in un incubo.

Dal 2009 ad oggi, il bando per l’autocostruzione avviato dal Comune di Ravenna, che ha coinvolto un nucleo multietnico di 14 famiglie, scelte esclusivamente per "il merito" di avere un basso reddito, è rimasto interrotto a causa del fallimento della società Alisei SRL fornitrice (di materiali e maestranze) e beneficiaria dell’appalto.
I terreni popolari, sui quali queste sfortunate famiglie hanno condiviso sudore e impegno per un obiettivo comune, costruirsi con le proprie mani un'abitazione per avere il diritto ad una casa altrimenti non realizzabile ai prezzi di mercato, ospitano ad oggi un cantiere fantasma.
I due edifici grezzi, esposti allo sciacallaggio e alle intemperie sono divisi in appartamenti  che restano senza intonaco, impianti, infissi, rete fognaria, al freddo e all'umidità degli inverni.

E tutto mentre la crisi economica aumenta la domanda di alloggi popolari. Nell'estate 2012, dopo 3 anni di indifferenza politica e fermo dei lavori, alcuni fra i più determinati e indignati autocostruttori, riunitisi fin da principio in cooperativa col nome di “Mani Unite”, iniziano una protesta che dalla raccolta di oltre mille firme in poco più di un mese, muta in ostinata occupazione del cantiere.

Facciamo un passo indietro.

Il Comune di Ravenna, il senatore Mercatali allora governava il comune in qualità di sindaco, aveva dato il via al progetto facendo in primo luogo indagini di mercato, selezionando Alisei SRL di Milano (distaccamento operativo di Alisei ONG, che per ragione sociale non poteva partecipare ad appalti) quale ditta costruttrice, e si poneva “A TUTELA E SUPERVISIONE” del progetto stesso, per garantirne il buon fine e documentarne e archiviarne passo per passo lo sviluppo. Stessa responsabilità, forse, potrebbe essere addebitata a banca Etica, finanziatrice del cantiere. La buona e consolidata prassi bancaria richiederebbe l'elargizione dei finanziamenti al costruttore, chiunque esso sia, SOLO DOPO la verifica, tramite tecnici di fiducia della banca stessa, del reale stato di avanzamento lavori. Nel caso del cantiere di Filetto ciò non sembra essere avvenuto.
Complice questa totale assenza di controllo, e nonostante le segnalazioni scritte degli autocostruttori a sindaco e assessore competente, Ilario Farabegoli, Alisei giunse perfino a forzare i tempi e "manipolare" i documenti a proprio vantaggio per l’avanzamento dell’opera facendo pressioni sulle famiglie coinvolte. Il Comune di Ravenna non vigilò mai, non si curò dello stato di un progetto di edilizia popolare.

E anche quando fu messo a conoscenza che il denaro destinato al cantiere di Filetto era  stato appena dirottato, sebbene vietato dalle leggi vigenti, da Alisei su un diverso cantiere, si rifiutò di intervenire in difesa del diritto alla casa per i propri cittadini e della Legalità.

E non è ancora tutto.


Le proteste hanno ottenuto visibilità e scosso l’opinione pubblica, è parso che si potesse trovare un punto di incontro tra cittadini, ancora fiduciosi in una soluzione consensuale, ed amministrazione comunale di Ravenna.
Poi segue a questa speranza il silenzio di mesi.
Improvvisamente 14 famiglie povere hanno imparato, sulla propria pelle e futuro, cos'è l’omertà.
Il nostro diritto alla casa non interessa più a nessuno. L'unico atto scritto dell'amministrazione Matteucci è la diffida a terminare i lavori entro 60 giorni, pena la decadenza della concessione edilizia (vedi documento a fondo pagina).
L'unica preoccupazione del comune non è la sorte di 14 famiglie ma quella di tutelare Banca Etica di cui il comune di Ravenna è proprietario di quote.


Emergono da un verbale della seduta regionale E/R, le seguenti parole dell'Assessore alla Programmazione Territoriale, Politiche Abitative e Riqualificazione Urbana, Pier Antonio Rivola:
"RIVOLA fa l'esempio del Comune di Ravenna, i cui  funzionari telefonavano ogni giorno per sapere quando sarebbe uscito il bando perché avevano già una cooperativa pronta ed avevano già fatto degli incontri con le persone interessate." dal verbale della Seduta del 22 gennaio 2004.

Cari concittadini, sappiate che il Comune di Ravenna non solo non ha adempiuto ai propri obblighi legali, ma ci ha omaggiato di una diffida che ci priva della possibilità di vedere realizzate le nostre case. Non bastasse, su questi edifici, inabitabili, fino ad oggi gli autocostruttori hanno dovuto pagare anche l'ICI.

lunedì 10 dicembre 2012

LE CONTRADDIZIONI DEL PROF. LUCIANO VENTURI


Alisei ONG è un’Organizzazione non governativa senza fini di lucro che opera nel campo della Cooperazione internazionale, aiuto umanitario e nel campo dell’interculturalità.
Nel numero di settembre/ottobre 2012 di "Città Meticcia", bimestrale di informazione dell'Associazione di Volontariato per l'immigrazione di Ravenna, Angelica Morales ha scritto un articolo sui progetti di autocostruzione avviati in Provincia di Ravenna. 
Nell’articolo di cui trattasi la Morales, molto interessata alla vicenda prendendo a cuore l’indagine sulle cause che hanno fatto naufragare un progetto sociale tanto caldeggiato, prima, e che ora rischia di diventare una spina nel fianco di palazzo Merlato, ha intervistato tra gli altri Luciano Venturi, il quale ha dichiarato: 
"Non ho più rapporti con Alisei da ormai sette anni. E non confondiamo l'ONG Alisei di cui facevo parte con Alisei Autocostruzioni, con la quale non ho nulla a che vedere." (vedi a fondo pagina l'articolo)

L'Autocostruzione abitativa associata "Un tetto per tutti" è un progetto di Alisei ONG che vuole offrire una soluzione abitativa a famiglie giovani e famiglie immigrate che hanno difficoltà ad acquistare una casa ai prezzi normali di mercato, ma sono però disposti a fare dei sacrifici per costruirsela, risparmiando fino ad un 70% del prezzo finale.
L'iniziativa è stata sperimentata in Umbria e in Lombardia, è poi approdata in Emilia Romagna, nello specifico a Ravenna, dove tra il 2004 e il 2006 sono stati avviati 3 progetti per complessive 50 unità abitative.

Vice Presidente di Alisei ONG è, all’epoca dell’attivazione del progetto a Ravenna, Luciano Venturi, medico veterinario, professore universitario e dirigente dell'Asl di Ravenna, Responsabile della Area Sanità Pubblica veterinaria. VEDI IL SUO CURRICULUM.
Quando, nel 2003, l’autocostruzione approda sui tavoli dell’Amministrazione comunale è sempre lui il vice Presidente di ALISEI ONG.
In breve tempo l’Amministrazione comunale pubblica un avviso per indagine preliminare di mercato (19/06/2003) per realizzare progetti di autocostruzione.
Immediatamente Alisei ONG esprime il proprio interesse (20/06/2003), candidandosi ad essere il soggetto preposto alla realizzazione dell'intervento, essendo  l'unica Associazione in grado di rispondere ai requisiti richiesti non stupisce che sia anche l'unico soggetto a proporsi.
In Regione succede qualcosa di strano, l' assessore Rivola si meraviglia che questo progetto sia così importante e che ci sia un tale interesse perché venga rapidamente approvato: 
"RIVOLA fa l'esempio del Comune di Ravenna, i cui  funzionari telefonavano ogni giorno per sapere quando sarebbe uscito il bando perché avevano già una cooperativa pronta ed avevano già fatto degli incontri con le persone interessate." dal verbale della Seduta del 22 gennaio 2004.
L’Amministrazione Comunale di Ravenna nel 2004 sottoscrive un Protocollo di intesa con Alisei ONG per la realizzazione di quattro cantieri di autocostruzione all’interno del proprio territorio. Nel caso di Ravenna l'amministrazione comunale «ha creduto nel progetto e ha mostrato grande sensibilità», precisa il vice presidente (Luciano Venturi ndr). Non solo: Ravenna si è anche aggiudicata una cifra di quasi 500.000 euro bandita dalla Regione per finanziare progetti di autocostruzione, soldi che andranno ad abbassare gli interessi dei mutui dei costruttori. (leggi l'articolo) (in realtà i 494.000 € verranno "dirottati" sul cantiere di Piangipane, il primo ad essere avviato nel 2004 e che nel 2006 mostra un "buco" pauroso). 

Luciano Venturi nel corso dell’ intervista al giornale Città Meticcia, ha dichiarato di non avere più rapporti con Alisei ONG da ormai 7 anni e che Alisei ONG è Società diversa da Alisei Autocostruzioni.
In effetti Alisei ONG nonostante la partecipazione vittoriosa al bando pubblicato dal Comune di Ravenna e finalizzato alla realizzazione dell’autocostruzione e nonostante la sottoscrizione del Protocollo di Intesa col Comune, scompare dalla vicenda senza alcuna motivazione  e senza alcun clamore. Emerge invece, quale gestore dei cantieri autocostruzione su territorio ravennate, dal nulla e senza alcuna partecipazione ad alcun bando pubblico e senza alcun Protocollo, Alisei Autocostruzione S.r.l. che stando alle parole di Venturi è cosa diversa da Alisei ONG di cui lo stesso era all’epoca vicepresidente.
In realtà di diverso c’è poco: è la stessa Alisei ONG che definisce Alisei Autocostruzione S.r.L. come "filiazione con personalità giuridica dell'Organizzazione Non Governativa Alisei." http://www.risorsecomuni.it/2006/rc2006qw/showpage.php-idwebpage=RC2006_ALISEI.htm
Inoltre Alisei Autocostruzioni S.r.L. ed Alisei ONG firmataria del Protocollo avevano lo stesso Presidente: Ottavio Tozzo
Nel 2010 Luciano Venturi, professore universitario, tiene un seminario dal titolo "Sanità Pubblica Veterinaria e Sviluppo Umano – Principi e metodi di cooperazione" in cui si parla di cooperazione internazionale; nelle slides relative al seminario ben 8 volte appare il logo della Società Alisei sebbene non risulti chiaro il ruolo della stessa Società in seno al convegno e/o all’Università che quel seminario ospitava!  
In basso a sinistra è inoltre ben visibile l'indirizzo mail di Alisei del professore, accanto a quello istituzionale.

Nel 2011, poi, Luciano Venturi aderisce al Comitato “INSIEME PER IL DOMANI– MA’AN LI-L GHAD”ONLUS istituito in collaborazione con esponenti della comunità libica in Italia, a seguito delle richieste di aiuto urgente riguardanti soprattutto le condizioni sanitarie della popolazione, a seguito della guerra e dell'emergenza sanitaria presente nel paese, ha promosso un progetto di aiuto di urgenza organizzando missioni di medici e tecnici sanitari, l’invio di medicinali, materiali e strutture sanitarie, la raccolta dei fondi e dei generi da trasferire nelle aree più colpite.
Il comitato cui nel 2011 Venturi aderisce è promosso e gestito da Alisei ONG.

lunedì 5 novembre 2012

Chi minaccia chi?

Questo il comunicato stampa pubblicato sulla home page di Alisei ONG, in cui l'associazione no-profit dice di voler intraprendere azioni legali, nei confronti di chi non viene specificato, a "tutela della propria immagine e per il risarcimento dei danni subiti e subendi". Come nel corso della diffida, pubblicata dalla stessa Alisei l'11 ottobre scorso, in occasione dell'uscita della video-inchiesta di Ruben Oliva, non si capisce chi minaccia chi... Vorremmo a questo punto sapere se Ottavio Tozzo, che a detta dell'associazione avrebbe agito "in piena autonomia, pur se sulla scorta dell'esperienza maturata all'interno dell'ONG" sia tra coloro che hanno danneggiato l'immagine di Alisei.