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lunedì 11 agosto 2014

Il business del futuro? L'housing sociale.

Il business dell'edilizia pubblica è un affare per pochi. Chi c'è dentro? Ci sono le banche, prime tra tutte Cariplo, Intesa San Paolo e la gallina dalle uova d'oro Cassa Depositi e Prestiti. C'è ovviamente Legacoop. Un affare che a causa della crisi economica si è ridimensionato un po': dai 4 miliardi € del Piano Casa 2012 ai 2 miliardi stanziati dal Governo Renzi per il quadriennio 2015-2018. 


L'evoluzione dell'edilizia sociale da almeno un decennio si realizza in Lombardia.
E' qui che nel 2004 ha visto la luce il progetto sperimentale di autocostruzione assistita gestito da Alisei Ong-Innosense Consulting ed è qui che nel 2006 su iniziativa della Regione, di Fondazione Cariplo, di Fondazione Housing Sociale e dell'ANCI, viene istituito il FIL (Fondo Immobiliare Lombardo), un fondo chiuso di investimento immobiliare riservato a soggetti istituzionali e destinato all’investimento nel mercato abitativo. 

lunedì 4 agosto 2014

Chi favorisce la riforma di legge sulla Cooperazione Internazionale?









Il 1 agosto scorso è passato in Commissione Affari Esteri del Senato il DDL sulla Cooperazione Internazionale che riforma la Legge 49/1987.

Cosa cambia?
Da ora non è più necessaria l'idoneità conferita dal Ministero Affari Esteri, che finora costitutiva il criterio per l’ammissibilità delle Ong alle diverse fonti di finanziamento, con buona pace di Alisei, a cui era stata revocata lo scorso giugno.
Inoltre la scelta dei progetti da finanziare verrà effettuata sulla base dei possibili sviluppi economici e privati che gli stessi potranno generare. 

Riporto integralmente la dura presa di posizione del padre comboniano Alex Zanotelli in netta tendenza rispetto alle urla di giubilo dei rappresentanti delle Onlus e Ong che hanno accolto la legge e che sempre più spesso assomigliano a multinazionali dell'aiuto umanitario:

In questi giorni è in discussione alla Camera, in seconda lettura, il disegno di legge “Disciplina generale sulla cooperazione per lo sviluppo”, approvata dal Senato il 25 giugno con 201 voti favorevoli (Pd, Scelta Civica, Nuovo Centro Destra, 5 Stelle e Fi-Pdl), 15 astenuti (Lega e Misto-Sel) e nessun voto contrario. È poi passato alla Camera il 17 luglio. Ora manca la terza lettura.
È chiaro che il governo Renzi vuole affrettare l’approvazione di questo disegno di legge (sono quasi 30 anni che attendiamo una legge quadro sulla cooperazione!). Tutto questo, nella quasi totale assenza di dibattito pubblico, soprattutto da parte degli organismi di volontariato e del mondo missionario.
Eppure il mondo del volontariato italiano e missionario è stato testimone e ha toccato con mano le malefatte della cooperazione italiana, dagli anni ottanta ad oggi. Dal disastro della cooperazione socialista di Craxi in Somalia (fornivamo cibo ed armi per seppellire i nostri rifiuti tossici in quel paese), a quella democristiana di Andreotti in Etiopia (la politica delle dighe con le conseguenti deportazioni di intere popolazioni!). Dalla legge 73 del 1985 che stanziava 1.900 miliardi di lire per la lotta alla fame nel mondo (servita a sfamare i partiti italiani!), alla malacooperazione del ministero degli esteri, con quell’incredibile intreccio tra affari e politica, che porterà poi a Tangentopoli (Nigrizia è stata la prima a denunciarlo con forza!). E poi con l’arrivo del berlusconismo, la Cooperazione è stata trasformata in un cinico business, che perdura tuttora, gestita dal ministero degli affari esteri (la nostra politica estera è funzionale agli affari delle nostre imprese!).
Penso di poter riassumere le quaranta pagine della nuova legge quadro del governo Renzi con la stessa parola: business-affari. Nell’ultima legge-quadro sulla cooperazione, la 49 del 1987, il soggetto principale era il volontariato, nell’odierno disegno di legge il soggetto è diventato l’impresa. Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi.
Eppure in questo paese pullulano migliaia di gruppi, di associazioni, di botteghe del commercio equo e solidale, di reti di finanza etica, di centri missionari che fanno cooperazione con tanti soggetti nel sud del mondo. Quando il governo italiano prenderà seriamente questa straordinaria ricchezza, dandole voce e permettendole di incidere sulle politiche della cooperazione? È incredibile che questa legge-quadro non prenda in considerazione tutto questo.
Quand’è che i nostri governi comprenderanno che la cooperazione, da governo a governo, non fa altro che arricchire le élites del sud del mondo? Arriverà il giorno in cui il nostro mondo politico incomincerà a capire i profondi cambiamenti avvenuti in questi ultimi trent’anni? Cambiamenti che domandano un altro tipo di cooperazione e di politica estera?
È possibile che in una legge del 2014, si usi ancora il linguaggio eufemistico e razzista di “paesi in via di sviluppo”? Com’è possibile ancora parlare di “sviluppo sostenibile” davanti a una crisi ecologica spaventosa che ci attanaglia? La problematica ambientale è totalmente assente da questo disegno di legge.
È possibile che i nostri legislatori non vedano le difficoltà del continente a noi più vicino, l’Africa, da dove arrivano sulle nostre coste, i naufraghi dello ‘sviluppo’? In una legge-quadro per la cooperazione, l’Africa non dovrebbe oggi essere una priorità?
Ma è grave che il governo italiano si limiti a parlare di cooperazione, senza stanziare i fondi per tali politiche. L’Italia infatti è maglia nera rispetto agli impegni presi in sede Onu, con un budget dell’0,1% del Pil a fronte di un promesso 0,7% , il che rende il nostro paese non affidabile in chiave internazionale. Siamo, per esempio, in forte debito con il Fondo di lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria.
Dove trovare tali risorse in questo momento di crisi? Semplice. Meno armi (l’assurdità degli F-35 che ci costeranno 15 miliardi di euro) e più impegno nella lotta contro l’impoverimento.
Per questo chiediamo al governo Renzi di ritirare e di riscrivere questo disegno di legge che è uno schiaffo sia alla dignità del popolo italiano che alla dignità dei tre miliardi di impoveriti nel mondo.
Ve lo chiede un povero missionario che ha vissuto sulla sua pelle, il dramma di chi vive nei bassifondi della vita e della storia, un credente in Dio che vuole vita piena per tutti i suoi figli/e.
Padre Alex Zanotelli

Napoli, 18 luglio 2014

Articolo pubblicato sul sito Comboniani.it

venerdì 4 luglio 2014

La replica del Sindaco Paolo Festa.

Il Sindaco Paolo Festa, dopo la pubblicazione del mio articolo: Pieve Emanuele: il cantiere della speranza mi scrive per fare alcune puntualizzazioni. Pubblico integralmente ciò che mi è pervenuto.


Paolo Festa, Sindaco di Pieve Emanuele (MI) dal maggio 2012.


"Ritengo assolutamente necessario, ai fini della corretta ricostruzione della vicenda, apportare diversi elementi utili a ripristinare la verità per quanto concerne il progetto dell'autocostruzione a Pieve Emanuele.

lunedì 23 giugno 2014

Pieve Emanuele: il cantiere della speranza.

C'era anche l'ex presidente della provincia Filippo Penati quel giorno, insieme all'allora Sindaco Francesco Argeri e all'assessore Paolo Festa, all'inaugurazione del cantiere nell’area comunale di via Betulle/Paganini, nella bassa pianura lombarda a 12 km in linea d'aria dal centro di Milano.



da sx a dx: Ottavio Tozzo, Raffaele Vampa, Francesco Argeri, Filippo Penati, Lucia De Curtis, Paolo Festa. 
Foto http://www.ecodimilanoeprovincia.it/

mercoledì 4 giugno 2014

Il MAE revoca l'idoneità alla Ong Alisei.



http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/ONG/comunicazioni.html

                                                                                                                                                              Con questa scarna informazione il Ministero degli Esteri, sul portale della Cooperazione allo Sviluppo, dà notizia del provvedimento messo in atto ieri (3/06/2014 n.p.) nei confronti della Ong responsabile della distrazione di denaro in oltre una dozzina di cantieri in Italia di autocostruzione assistita del progetto "Un Tetto per Tutti" e del fallimento di altri progetti internazionali di Cooperazione Internazionale, finanziati con fondi pubblici.

giovedì 22 maggio 2014

Solidarietà a Gianni Lannes, Su La Testa!

Ho ricevuto pochi minuti fa questa comunicazione.
Pubblico volentieri il comunicato stampa di Gianni Lannes, una persona che stimo molto.


OSCURATO SU LA TESTA. MA NESSUNO PUÒ TOGLIERE LA PAROLA A GIANNI LANNES. 
Oggi 22 maggio 2014, a mezzogiorno in punto, ignoti hanno oscurato e disattivato il diario internautico SU LA TESTA!

venerdì 16 maggio 2014

Cronaca di (stra)ordinaria follia.

"D'una una città" scriveva Italo Calvino, “non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Le città invisibili, 1972).

I progetti di autocostruzione assistita voluti e sottoscritti dall'allora Sindaco (oggi Senatore) Vidmer Mercatali hanno fin da subito creato solo imbarazzi e malumori a Fabrizio Matteucci.
Senza le cospicue e sottaciute iniezioni di soldi pubblici del generoso assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, sia il cantiere di Piangipane (494.000 €) che quello di Savarna (200.000 €) non sarebbero stati  mai conclusi.